Scopri flashes of design 2017-01-12T15:26:46+00:00

Dino Gavina è tra i più significativi imprenditori italiani del design del Novecento, nel campo dell’arredamento, dell’illuminazione, dell’arredo urbano.
Nel 2010 con la mostra “Dino Gavina. Lampi di design”, ospitata al MAMbo di Bologna abbiamo avviato questa piattaforma di indagine in evoluzione, affidata a parametri di chiarezza e semplicità.

Lucio Fontana

Lucio FontanaL’avventura di Dino Gavina nel mondo del design ha una svolta per merito di Lucio Fontana. Lo conosce nel 1954 e grazie a lui frequenta l’ambiente degli architetti e degli artisti milanesi. Alla X Triennale Fontana gli presenta Pier Giacomo Castiglioni: nasce un sodalizio straordinario, che segnerà in modo decisivo tutta l’attività di Gavina.

Lucio Fontana

Sirrah

sirrahNel 1973 Gavina assume la direzione artistica della ditta Sirrah, piccola azienda di produzione di lampade, e grazie al radicale riassetto del catalogo prodotti diviene una tra le aziende del settore più quali cate in Italia. L’apporto di Kazuhide Takahama è determinante n dall’inizio e si concretizza nella progettazione di numerosi apparecchi, avviata con la serie Saori, lampade in tessuto ispirate ai “tagli” di Lucio Fontana.

Sirrah

Neoliberty

NeolibertyIl Neoliberty nasce come riferimento ad una “corrente” architettonica riferibile agli ambiti torinesi e milanesi della metà degli anni Cinquanta, ed è subito interpretato come un affrancamento dai canoni del Movimento Moderno. Per Gavina rappresenta il riferimento ad una strada già da tempo intrapresa, identificata da diversi pezzi della sua produzione, come la poltrona Digamma di Gardella, la sedia Lierna e la poltrona Sanluca dei fratelli Castiglioni e la sedia Pigreco di Tobia Scarpa.

Neoliberty

Metamobile

MetamobileA Milano, nell’aprile 1974, apre la mostra di Enzo Mari “Proposta per un’autoprogettazione”. L’esposizione propone una serie di mobili fatti di semplici tavolette assemblate con chiodi, realizzabili direttamente dall’utilizzatore. Gavina ne condivide lo spirito provocatorio inserendo diversi modelli in catalogo. Su indicazione di Mari fornisce un kit di automontaggio oppure, gratuitamente, i disegni. La formula di vendita è innovativa e sovverte criticamente il tradizionale sistema produttivo e commerciale.

Metamobile

Marcel Breuer

Marcel BreuerDino Gavina matura ben presto un concetto di produzione aderente ai canoni dell’industria. I mobili in tubo metallico curvato disegnati da Marcel Breuer all’interno del Bauhaus nel 1924/25 gli appaiono perfetti per la produzione seriale. Per questo lo incontra a New York nel 1962 e si accorda per riportarli in produzione. Il successo di vendite della sedia Cesca e della poltrona Wassily dà forte impulso e prestigio internazionale alla Gavina S.p.A. e a tutto il design italiano.

Marcel Breuer

Maestri Anonimi

Maestri AnonimiIl rapporto tra Dino Gavina e il design anonimo deriva dall’incontro con Pier Giacomo Castiglioni. Il riferimento alla cultura materiale è molto presente nell’Italia del dopoguerra. Pier Giacomo eredita l’amore per questa cultura dal padre Giannino, celebre scultore, e la introduce nei suoi progetti. Gavina ne diviene di riflesso un sostenitore e divulgatore.

Maestri Anonimi

Kazuhide Takahama

Kazuhide TakahamaKazuhide Takahama incontra Gavina nel 1957 in occasione della XI Triennale di Milano, dove segue l’allestimento dello stand giapponese. Dopo una prima collaborazione con l’azienda bolognese, nel 1963 su invito di Gavina si stabilisce definitivamente in Italia, iniziando un rapporto di lavoro che durerà tutta la vita. In oltre cinquant’anni di attività Takahama disegna una molteplice e ampia serie di modelli, molti dei quali ancora prodotti, sfruttando sempre coerentemente le innovazioni tecnologiche ed organizzative introdotte dalle aziende di Gavina nei vari cicli produttivi.

Kazuhide Takahama

I negozi e la fabbrica

I negozi e la fabbricaAvvertendo l’inadeguatezza delle strutture destinate alla produzione e alla vendita dei mobili, Dino Gavina ne rivoluziona i criteri trasformandoli in luoghi destinati alla formazione consapevole di rivenditori e clienti. Con un ruolo anticipatore nel panorama del design italiano queste strutture vengono utilizzate costantemente e in modo del tutto originale per ospitare manifestazioni culturali, ritenute il miglior modo per un’efficace presentazione dei modelli prodotti e per comunicare lo spirito dell’azienda.

I negozi e la fabbrica

Flos

FlosNel 1960 Dino Gavina, insieme a Cesare Cassina, Maria Simoncini ed Artur Eisenkeil, fonda la Flos, un’azienda per la produzione di lampade moderne, concepite fin dall’esordio con criteri innovativi dai fratelli Castiglioni e da Tobia Scarpa. Per comprendere l’importanza di questo evento bisogna ricordare che in quegli anni nel campo dell’illuminazione non c’era praticamente nulla di adatto a un’abitazione moderna, se si escludono i modelli scandinavi e alcuni prodotti italiani.

Flos

A e PG Castiglioni

A e PG CastiglioniFin dal primo incontro, nel 1954, Dino Gavina sviluppa con Pier Giacomo Castiglioni ed il fratello Achille un costante rapporto di amicizia, collaborazione e frequentazione, condividendone l’impostazione progettuale derivata da una profonda cultura materiale. La poltroncina Babela del 1958 rappresenta la loro prima collaborazione ufficiale e sarà seguita da diversi altri modelli tutti improntati a scrupolosi criteri di serialità e di originalità. I Castiglioni progettano anche la nuova fabbrica di Foligno e gli spazi espositivi di Milano, San Lazzaro e Torino.

A e PG Castiglioni

Luigi Caccia Dominioni

Luigi Caccia DominioniUn motivo di contatto tra Gavina e Luigi Caccia Dominioni è la comune amicizia e frequentazione con Pier Giacomo Castiglioni. Una vera e propria collaborazione inizia però solo alla metà degli anni Ottanta, quando Caccia disegna alcuni mobili laccati e contribuisce in modo determinante a connotare l’attività del Paradisoterrestre, nuova avventura nel mondo dell’arredo urbano. È coinvolto da Gavina anche in alcuni signicativi progetti per la città di Bologna.

Luigi Caccia Dominioni

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Carlo Scarpa

Carlo ScarpaL’incontro tra Gavina e Carlo Scarpa avviene nel 1958 a Venezia. Gavina ne subisce il fascino, e ne ammira la cultura e la straordinaria capacità tecnica e inventiva. Scarpa progetta per lui il negozio di Bologna, un capolavoro assoluto, seguito diversi anni dopo da una fortunata serie di mobili, intramontabili caposaldi del design italiano.

Carlo Scarpa

Tobia Scarpa

Tobia ScarpaTobia Scarpa, ancora studente, inizia a collaborare con l’ufficio tecnico della società Gavina nel 1959. Parallelamente sviluppa anche i suoi primi, celebri progetti: la poltroncina Pigreco e il divano Bastiano. Fondamentale risulta anche la sua collaborazione con la ditta Flos.

Tobia Scarpa

Marcel Duchamp, Man Ray

Marcel Duchamp, Man RayLa passione per le arti porta Dino Gavina a frequentare numerosi protagonisti dell’arte contemporanea. Tra i più amati vi sono Marcel Duchamp e Man Ray, con i quali intreccia un profondo rapporto di amicizia. Gavina incontra Duchamp nel 1965 quando decide di organizzare una mostra dei suoi Ready-made, con cui inaugura i suoi nuovi uf ci di Roma. Anche l’incontro con Man Ray è voluto fortemente e porta alla realizzazione di alcune opere, fra cui la lampada La Lune sous le chapeau, lo specchio les grands trans-Parents e il sedile Le Temoin.

Marcel Duchamp, Man Ray

Centro Duchamp

Centro DuchampGavina rende un ulteriore omaggio a Marcel Duchamp con la creazione del Centro Duchamp, inaugurato nel 1969 con l’attiva partecipazione di Man Ray. Il centro è un’associazione culturale senza fini di lucro destinata ad accogliere e promuovere il lavoro di artisti e ricercatori di varie discipline, con l’obiettivo di individuare nuove forme di produzione e di comunicazione della cultura e della arti. Vengono pubblicati diversi volumi e realizzate in serie alcune opere.

Centro Duchamp

Ultramobile

UltramobileCon l’operazione Ultramobile, avviata nel 1971, Gavina vuole sovvertire nuovamente le regole della produzione del mobile, introducendo l’opera d’arte “funzionale” nell’arredamento. È anche un’occasione per ribadire il superamento del Razionalismo e per consolidare i rapporti con diversi artisti, fra i quali Meret Oppenheim, Man Ray, Sebastian Matta, Novello Finotti e Allen Jones.

Ultramobile

Sebastian Matta

Sebastian MattaL’artista Matta disegna per Gavina diversi modelli, perfettamente funzionali e scultorei, che riscuotono grande successo. Dopo il sistema di sedute Malitte, del 1966, Matta disegna per Ultramobile le poltrone “Margarita” e “Saccoalato”, in bronzo, e la surreale MAgriTTA.

Sebastian Matta

Giacomo Balla

Giacomo BallaNel 1968 Dino Gavina collabora alla ricostruzione del “Giardino futurista” di Giacomo Balla, riproducendo per una mostra i modelli originali, inseriti da allora nel catalogo del Centro Duchamp. I fiori futuristi sono costruiti oggi in acciaio con taglio laser, mantenendone la carica innovativa, e sono prodotti dal Paradisoterrestre.

Giacomo Balla

Paradisoterrestre

ParadisoterrestreL’iniziativa del Paradisoterrestre, rivolta all’arredo urbano, appare come la più rigorosa e matura impresa di Gavina. Nel 1983 incarica l’amico Virgilio Vercelloni “di fare un viaggio nel tempo tra i manufatti del giardino e dell’uomo”, una ricerca che giudica necessaria per disegnare e produrre gli arredi per esterno, ripensandoli e riferendoli al paesaggio contemporaneo. I primi autori del catalogo sono Luigi Caccia Dominioni, Alan Irvine e Kazuhide Takahama, a cui si aggiunge Manlio Brusatin, la cui cultura enciclopedica fornisce un valido contributo all’operazione.

Paradisoterrestre